Allo stato attuale le amministrazioni che si sono succedute in queste ultime legislature non sono riuscite ad attingere in modo significativo ai fondi comunitari. Ciò ha danneggiato fortemente la città, poiché ha impedito la realizzazione di interventi significativi in molti campi. È noto infatti che le misure relative ai fondi comunitari sono destinate anche agli Enti, e abbracciano la quasi totalità degli ambiti in cui è divisa la macchina amministrativa. Solo per citare alcune fattispecie, frequenti sono le misure per l’efficientamento energetico degli edifici, per la realizzazione di impianti a energie rinnovabili, per l’informatizzazione della pubblica amministrazione, per la riqualificazione del territorio, per opere di urbanizzazione essenziali, quali reti fognarie o rifacimento manto stradale. Ma contributi sono previsti normalmente anche per cultura, formazione, istruzione, miglioramento della gestione del ciclo dei rifiuti, e tanto altro.

Per poter usufruire di queste opportunità, l’amministrazione deve lavorare alacremente sotto due punti di vista, strettamente integrati: il primo prettamente tecnico; il secondo invece economico.

Dal punto di vista tecnico, sarà necessario redigere, nel più breve tempo possibile, i progetti degli interventi da inserire nei bandi, quando questi saranno pubblicati. È noto che i termini di scadenza dei bandi sono solitamente non oltre i 90 giorni. Se i progetti non fossero pronti, sarebbe difficile per l’amministrazione redigere il progetto nei tempi e nei modi previsti dal bando in così breve tempo. Questo significa un alacre lavoro da parte dell’ufficio tecnico, lavoro al quale saranno probabilmente destinate risorse umane e finanziarie, anche ingenti. Man mano che i progetti saranno portati a compimento, si provvederà a inserirli nel piano triennale delle opere pubbliche, e annualmente nel relativo piano che andrà in approvazione col bilancio di previsione. E quanto al bilancio di previsione, sarà necessario indicare la copertura finanziaria della parte non prevista dal bando, quel 25% di cui si parlava sopra. Nel caso di contributi per investimenti che prevedono automatico risparmio di spesa corrente, le coperture saranno naturali. In tutti gli altri casi, cioè lì dove non è possibile reperire risorse tra i risparmi di spesa, si opererà una valutazione volta per volta di ogni singolo intervento. È nostra idea che nei primi due esercizi il piano annuale prevederà quasi esclusivamente interventi infrastrutturali che consentiranno risparmi di spesa. Dal terzo anno in poi sarà possibile utilizzare parte dei risparmi ottenuti (in avanzo primario di amministrazione) per dare copertura finanziaria a quegli interventi che non hanno appunto copertura naturale.

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