Il programma elettorale, futuro programma di governo, è stato depositato. Iniziamo con questo articolo a illustrarlo ai Monrealesi, fiduciosi che potrà essere accolto e promosso dai nostri stessi concittadini. E’ l’impegno concreto del nostro gruppo, affinchè Monreale possa finalmente tornare alla normalità.

Innanzitutto il bilancio. In un Comune in dissesto finanziario la prima necessità sarà mantenere il bilancio in equilibrio. È all’approvazione delle autorità competenti il primo bilancio riequilibrato, successivo a quello post-dissesto. È come se fosse un nuovo inizio, e la necessità di non creare ulteriore deficit è inderogabile se desideriamo dare seguito alla programmazione che abbiamo in mente. Quindi, la priorità è indicata, e all’insegna dell’equilibrio di bilancio implementeremo attività relative a:

  • Fondi comunitari
  • Istruzione e formazione
  • Turismo e cultura
  • Urbanistica, ambiente, territorio
  • Pubblica amministrazione
  • Welfare (assistenza sociale)
  • Rifiuti e igiene pubblica
  • Mobilità

IL BILANCIO

Il problema principale che ha caratterizzato le ultime amministrazioni è stato la difficoltà a varare nei tempi previsti il bilancio di previsione, all’interno del quale si prevedono, all’inizio di ciascun anno solare, le entrate e le uscite che caratterizzeranno la gestione finanziaria dell’Ente. La ragione principale di questa difficoltà è da ricercare nel fatto che le amministrazioni sono state del tutto prive di progettualità e hanno sempre preferito il varo del bilancio di previsione pochi giorni prima della fine dell’anno di competenza. Ciò significa, tecnicamente, evitare qualunque confronto tra previsioni e consuntivo, poiché fondamentalmente i due documenti sono uno fotocopia dell’altro.

Altra ragione della mancata approvazione del bilancio di previsione nei tempi previsti dalla legge è legata alla continua emergenza finanziaria che caratterizza da decenni l’azione amministrativa. Le giunte che si sono succedute hanno avuto la necessità di navigare a vista spendendo le somme previste tra le entrate dell’Ente man mano che si presentavano le necessità.

Ovviamente, questa prassi consolidata non ha consentito di misurare la reale efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa della giunta di governo, liberando i protagonisti da qualsivoglia reale responsabilità.

E invece la responsabilità è eclatante. Non riuscire a elaborare alcun concreto progetto di governo si è tradotto in una continua sofferenza dell’unico strumento di pianificazione finanziaria a disposizione dell’Ente. Quindi, sarà essenziale nei primi mesi di ciascun anno solare prevedere tutti quei progetti che, assieme alle naturali entrate e uscite del Comune, dovranno convergere all’interno del documento di bilancio, affinchè possano godere di copertura finanziaria. Ciò servirà per esempio per poter attingere ai fondi comunitari che normalmente prevedono una compartecipazione del Comune nella misura del 25%. Altro riverbero positivo di un precoce bilancio di previsione sarà il naturale confronto col bilancio consuntivo, in modo da apprezzare e misurare gli eventuali scostamenti. È risaputo che l’attenzione riposta nell’analisi degli scostamenti consentirebbe all’amministrazione di correggere, lì dove necessario, l’azione amministrativa.

Obiettivo prioritario, successivo alla pianificazione finanziaria, sarà la costante, regolare, conversione di parte della spesa corrente in investimenti pluriennali. Facciamo riferimento a quella parte della spesa destinata per esempio alle utenze energetiche oppure ai canoni di affitto passivi, o ancora a materiale di consumo, servizi verso ditte esterne che possono essere convertite in investimenti in hardware nel caso dell’informatizzazione della pubblica amministrazione.

Nella fattispecie, grazie all’implementazione di impianti a energie rinnovabili sarà possibile ridurre la spesa energetica, spesa che sarà utilizzata per compiere l’investimento. Infatti, dopo l’entrata in funzione dell’impianto sarà possibile risparmiare sull’utenza stessa, in modo tale da ammortizzare in breve tempo il costo sostenuto per la nuova infrastruttura. Ciò consente la realizzazione degli interventi necessari con le sole entrate naturali dell’Ente. Inoltre, a bilancio sarà possibile ascrivere, a rendiconto, solo la parte da ammortizzare per competenza, a fronte della quasi completa eliminazione della voce di spesa, normalmente superiore rispetto al singolo ammortamento. Solo per rendere l’idea, sarà possibile risparmiare a regime oltre 1 milione di euro all’anno soltanto grazie alla conversione della spesa energetica in investimenti in impianti a energie rinnovabili; contestualmente il Comune usufruirà di un patrimonio infrastrutturale di cui non disponeva, e di un miglioramento dell’efficienza energetica complessiva.  Ovviamente, i risparmi saranno perpetui, anche quando sarà terminato il periodo di ammortamento.

Ulteriori vantaggi finanziari si potranno concretizzare nel caso in cui l’Ente dovesse essere in grado di attingere ai fondi comunitari per la realizzazione delle infrastrutture di cui sopra. Infatti, i bandi prevedono normalmente un contributo del 75% a fondo perduto, che obbligherà l’amministrazione al reperimento del solo 25% rimanente. Ovviamente, ciò significa rendere minimo l’ammortamento di competenza, e un significativo risparmio in conto capitale, risparmio che potrà essere finalizzato a ulteriori interventi.

Il Direttivo

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