Sembra che sul dissesto del Comune di Monreale non voglia far chiarezza nessuno, quasi si sia trattato di un male inevitabile, e quindi, nell’ineluttabilità, sia da accettare quasi con rassegnazione.

Il Sindaco Capizzi, nella presentazione della sua candidatura, ha rivendicato le cose ben fatte dalla Giunta che ha guidato, e tra queste ascrive al proprio operato l’eliminazione del debito. Eppure il Comune è in dissesto, e questo ha delle conseguenze pesanti sull’Amministrazione, sulla Città e sui Monrealesi. Cosa è successo allora?

La prima cosa da dire è che il piano di riequilibrio fu messo a punto dalla precedente Amministrazione. All’attuale spettò fondamentalmente il compito di seguirne l’iter di approvazione, apportando alcuni accorgimenti che la Corte dei Conti aveva evidenziato.

Bene! La Corte dei Conti dà il proprio “via libera”, e finalmente il Comune di Monreale può respirare. Certo, non sono tutte rose e fiori, perché il Comune riceve congrue somme di denaro affinchè possa attuare il piano prefissato, somme che deve necessariamente restituire, in non proprio “comode rate”!

E fin qui tutto bene, eppure il Comune è in dissesto.

Allora, cosa è accaduto dopo? La risposta a questo quesito ritengo sia di fondamentale importanza perché, evidentemente, la dichiarazione di dissesto è sopravvenuta per delle “complicazioni” che si saranno verificate durante i mesi successivi all’approvazione del piano di riequilibrio e all’erogazione dei fondi per pagare i debiti.

La questione è di particolare rilevanza poiché le conseguenze finanziarie per il Comune di Monreale, ma soprattutto (lo ripeto!) per i cittadini sono pesanti e minacciano di aggravare ancora la situazione già molto difficile. Infatti, ricordiamo che a causa del dissesto le aliquote sulle tasse municipali sono massime; ricordiamo che l’Ente non può attingere a mutui di alcun genere (per legge), tranne quelli garantiti dallo Stato o dalla Regione, e i cui oneri sono a carico di queste ultime due Istituzioni (ovviamente qualche candidato sindaco deve riguardarsi dal comunicare ai propri elettori che intende risolvere i problemi del Paese accendendo mutui … non si può fare!); infine, un Ente in dissesto appare ai creditori, al sistema bancario, all’immaginario collettivo come particolarmente fragile: siamo certi che una volta riequilibrato il bilancio, una volta andati via i commissari, una volta rientrato il dissesto il Comune goda della medesima immagine, sia pur precaria, del passato?

È bene dire le cose come stanno, fino in fondo. Le cose positive realizzate da questa amministrazione son ben lungi dall’essere evidenti, al punto che il sentimento dei Monrealesi ne è palese testimonianza. È necessario rendersi conto che, a oggi, non è possibile prevedere quando il compito dei commissari potrà considerarsi esaurito, e quindi non è possibile prevedere quando si tornerà alla normalità.

E alla luce di queste riflessioni è necessario chiedersi se è opportuno continuare con questa compagine di governo. I problemi della Città e dei Monrealesi possono essere risolti, e lo dimostreremo nelle prossime settimane, comunicando le nostre idee e le iniziative che intendiamo intraprendere. Ma nel frattempo è doveroso chiedersi se non sia opportuno riporre la propria fiducia su altri progetti di governo.

di Alberto Arcidiacono – Candidato Sindaco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *